Suzukimaruti - implicit lyrics

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domenica, 06 febbraio 2005

E *non* ci giungeva l'eco di un cinema all'aperto

Ok, è ufficialmente esplosa la Lost-mania.

Per chi non lo sapesse, Lost è l'ennesima fortunatissima serie della ABC, che quest'anno pare non sbagliare un solo colpo.

Fanculo alle sit-com, alle fiction lacrimate, ai supereroi, agli avvocati e ai tanti (troppi?) investigatori: Lost è una delle cose più inquietanti e "addictive" che si siano mai viste in Tv negli ultimi anni.

La storia è semplice, ma in realtà talmente complicata che, dopo 14 puntate, ho più dubbi che certezze. Ciò che è certo è che un aereo in volo da Sydney a Los Angeles sparisce dai radar, perde quota e si schianta su un'isola deserta, lontana da tutto e da tutti.
Sopravvivono in 48, numero destinato a sfoltirsi.

Il problema per i sopravvissutti è, ovviamente, sopravvivere. In attesa di soccorsi che - già lo sappiamo - non arriveranno mai. E sopravvivere su un'isola apparentemente paradisiaca significa dimenticarsi di avere l'Occidente alle spalle, tornare a porsi problemi banali come mangiare, bere, proteggersi dalle intemperie.

Ma sopravvivere significa anche sopravvivere a se stessi. Quarantottto sconosciuti, sotto shock. La solidarietà, la sfiducia, la crudeltà della miseria, l'egoismo, i sospetti, la totale assenza di legge, di autorità, di regole, di un ordine costituito: tutto diventa una minaccia. Chiunque diventa una potenziale minaccia.

Le bestie più feroci presenti sull'isola sono proprio gli scampati: ognuno ha un passato pre-isola che emerge nel bene e nel male. Un "prima" che non può che influire sul "dopo", per quanto si cerchi di nasconderlo tra la sabbia bianchissima e le palme da cartolina.

Non a caso il protagonista principale Jack è un medico con la faccia (e i tatuaggi) da (bel) galeotto e un bagaglio ingombrantissimo nella stiva dell'aereo e sulla coscienza. Lo accompagna Kate, altra scampata dal volo, con un misterioso livido a forma di braccialetto (...) intorno a ciascun polso e un'eccessiva curiosità per lo stato di salute del suo vicino di sedile, ormai moribondo.

Accanto a loro  un assortimento di personaggi incredibilmente vario: la rockstar Charlie, ex bigotto passato dall'oppio dei popoli alla droga vera e propria; il militare Saiyd, che ha fatto la guerra in Iraq, ma nella Guardia Nazionale... Ma ci sono anche Jin e Sun, marito e moglie orientali che a quanto pare non parlano inglese.

E poi c'è Locke, impiegato paraplegico che - dopo l'atterraggio traumatico - si ritrova improvvisamente a camminare. Sembra l'unico felice sull'isola. Ma alla galleria di personaggi non mancano una coppia fratello - sorella decisamente troppo affettuosa, una ragazza sola incinta all'ultimo mese, un padre che ha appena preso in consegna un figlio che nemmeno lo riconosce, Sawyer: un ex affarista deluso dalla vita e forse dal suo passato familiare, destinato a diventare apparentemente un cattivo della serie, e Hurley, un ciccione preso bene che non crede più nella fortuna.

Insomma, i protagonisti sono tanti: sembra quasi un ricevimento. Ma, come ogni ricevimento che si rispetti, c'è un convitato di pietra (anzi, di sabbia): l'isola.

Pensatela come volete, ma un'isola in cui di notte i sussurri lasciano spazio a rumori di lamiera, urla disumane e palme gigantesche abbattute come se fossero stuzzicadenti, a me mette i brividi.  E non so se mi inquieta di più la "cosa" che abbatte le palme (e che finora non abbiamo visto, ma solo intuito) o il fatto che in pieno clima tropicale gli scampati incappino nientemeno che in un orso polare piuttosto aggressivo.

L'inquietudine regna sovrana: l'unica radio a disposizione capta il disperato segnale di SOS di una donna che parla francese, trasmesso in loop da 16 anni. Jack vede - sempre e solo con la coda dell'occhio - uomini in giacca e cravatta che fanno capolino tra una palma e l'altra (e spariscono regolarmente). Locke sembra a suo agio nell'isola e da paraplegico si trasforma in cacciatore provetto, sparendo per giornate intere, il bambino Walt sembra avere inquietanti poteri mentali, Boone (il fratello affettuoso) scopre una parete di metallo in pieno entroterra, Sayid nota un cavo nascosto che dal mare va verso il centro dell'isola e lo segue, compaiono qua e là misteriose pietre bianche e nere, non a caso Locke gioca a Backgammon...

Tutto questo fa sì che la prospettiva di guardare una sola puntata alla settimana sia pura fantascienza. Le puntate di Lost si guardano una dietro l'altra, avidamente, con foga assoluta. I misteri sono troppi e si svelano pianissimo. E per ogni mistero svelato ne nascono altri mille. Chi si è perso sull'isola è davvero solo? E' capitato tutto per caso o tutto è previsto? Qualcuno sa qualcosa che altri non sanno?

Fotografato benissimo, realizzato con stile assoluto, scritto da uno che di trame (troppo) intricate se ne intende (JJ Abrams, l'inventore di Alias), Lost è geniale fin nei dettagli. Ogni puntata ha il titolo di una canzone (dagli Who agli Einsturzende Neubauten, senza dimenticare Animals, Jefferson Airplane, ecc.), solitamente a tema con ciò che accade in scena. Spesso i cognomi dei protagonisti non sono casuali, anzi. I tanti flashback si fondono, si scoprono incroci inattesi tra i personaggi, le cui vite magari si sono sfiorate già in precedenza.

Addirittura, il gruppo rock di Charlie - gli ormai mitici Drive Shaft - ha un sito ufficiale con tanto di dediche al bassista sparito e, se siete stati attenti, nelle ultime puntate americane di Alias si è sentita suonare la loro canzone "You All Everybody". La fiction che esce dagli schermi televisivi e diventa finta realtà. Geniale e un po' inquietante.

Trovare qualcosa paragonabile a Lost è difficile. Attualmente è un prodotto sui generis.
Certo, l'immaginario di Lost deve molto ad un classico telefilm altrettanto inquietante, Il Prigioniero, o ad un mito della fantascienza come Il Pianeta Proibito. Ma c'è anche tanta letteratura, primo fra tutti il fondamentale Signore Delle Mosche di Golding, ma non mancano un po' di Tristi Tropici di Lèvi Strauss e un bel po' di filosofia, da Locke (il giusnaturalista, non il protagonista - il cui nome non è casuale) in giù.

Il consiglio, ovviamente, è di rovinarvi la vita sociale e incollarvi allo schermo, perché questa serie per ora è strepitosa. Non a caso il Web è pieno di siti di appassionati (quasi tutti presi male che si interrogano ore e ore sui misteri dell'isola), affascinati da una proverbiale isola misteriosa, che fa impallidire Twin Peaks.

Ovviamente dovete recuperarvi le puntate. Le trovate facilmente usando eMule (le prime 8 sottotitolate in italiano, altrimenti le scaricate in inglese e vi leggete i transcripts, oppure le guardate in inglese e basta). In alternativa ad eMule, potete usare BitTorrent. Ma si trovano solo le ultime 4 puntate. Andate, ovviamente, su Bt-Efnet o su Tv-Swarm e buon download.

C'è anche l'ipotesi che la serie prima o poi arrivi in Italia. Si vocifera Rai 2, così come accadde per Alias. Conoscendo come trattano male le serie in Rai (le trasmettono in disordine, con le puntate alla cazzo, le sospendono a metà stagione, non le riprendono più, ecc.), c'è da augurarsi che se la aggiudichino Canal Jimmy o Fox.

Scritto da: Broken_Bridge | link | commenti (14)


Commenti
#1   06 Febbraio 2005 - 21:13
 
beh ieri sera l'ho visto a casa di gareth e mi è presa una specie di scimmia incontrollata..per cui il mio post prossimo sarà assolutamente su questo argomento. Sono ferma alla quarta puntata ma conto di continuare al più presto:-)
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#2   07 Febbraio 2005 - 09:35
 
Tra l'altro la fansubber italiana e' una mia amica :)

Suz: guarda questo link e sbellicati :)
http://www.divisiontwo.com/articles/appleweek1.html
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#3   07 Febbraio 2005 - 12:17
 
ho postato:-)
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#4   07 Febbraio 2005 - 14:16
 
ps. se se le aggiudicano Canal jimmy o Fox non rimane che cercarle on line...sarebbe veramente un peccato. speriamo che qualcuno si prenda questa serie e la trasmetta a dimostrazione che oltre alle fiction per cerebrolesi c'è un mondo..
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#5   07 Febbraio 2005 - 19:56
 
"Il Signore Delle Mosche", ma anche un po' "L'Isola Del Dottor Moreau"...
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#6   07 Febbraio 2005 - 20:07
 
...in particolare questo adattamento qui ha un riferimento anche nel titolo:

http://www.fantafilm.it/Schede/1931/33-1.htm
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#7   07 Febbraio 2005 - 20:09
 
In effetti la trama potrebbe prendere una piega che sa molto dell'Isola del Dottor Moreau. (o la terribile "isola degli uomini-pesce", filmaccio horror nostrano, con l'inguardabile Salvatore Baccaro)

Se invece tutto il cast rincretinisce di colpo, potrebbe ispirarsi il tutto a l'Isola dei Famosi :-)

Attualmente è l'isola degli inquieti... Ma pure noi spettatori non è che siamo tranquillissimi, durante la visione!
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#8   07 Febbraio 2005 - 20:10
 
OT: ti ho gmailato un paio di giorni fa.
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#9   07 Febbraio 2005 - 20:28
 
Boss: ho giusto visto e risposto ora! E' che sta casella non la leggo quasi mai. Devo frequentarla più spesso.
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#10   07 Febbraio 2005 - 21:19
 
a me è piaciuto, sono tranquillissima!:-)
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#11   08 Febbraio 2005 - 03:04
 
Ecco, fra l'isola degli uomini-pesce e quella dei famosi, non so quale prospettiva mi inquieti di più...;^)
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#12   08 Febbraio 2005 - 13:52
 
Atlantide: L'isola dei famosi uomini pesce! :)
nb: tra occhi di triglia, stoccafissi e quant'altro ci offre il panorama dei famosi italiani, non credo che avrebbero problemi a girarlo...
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#13   08 Febbraio 2005 - 14:01
 
l'Isola dei cinghialozzi: protagonisti Gianni De Michelis, Giuliano Ferrara, Serena Grandi, Antonella Clerici, Pavarotti con moglie dentro al marsupio e tanti altri imperdibili personaggi.
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#14   23 Marzo 2005 - 21:41
 
Non ho potuto non rileggerlo dopo la visione della prima puntata!
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