Come isolarsi cinematograficamente: Star Wars è una cagata pazzesca
I giornali sono pieni di notizie sul terzo episodio di Star Wars prossimamente nei cinema. Un manipolo di beoti è già in coda da giorni per vederlo in anteprima.
La domanda che mi sorge spontanea è: ma l'idiozia umana può davvero arrivare a tanto?
Non vorrei passare per forza per impopolare, ma ho auto la disgrazie di guardare gli ultimi due episodi di Star Wars (che poi sarebbero i primi due, ecc.) e li ho trovati semplicemente orribili, semplicistici, banali e sceneggiati col culo (per dirla fine).
Insomma, per me Star Wars è una cagata pazzesca! (92 minuti di applausi!)
L'impressione che mi fa Star Wars (non i primi tre film di qualche decennio fa, che almeno avevano un po' di senso dell'umorismo qua e là e tutto sommato significano qualcosa per la Fantascienza) è sempre la solita: un concentrato di banalità utili solo ad introdurre scene d'azione in cui si sprecano gli effetti speciali. Insomma, niente sostanza e tanti sfx. L'esatto contrario del mio concetto di bel cinema. Anzi, lo ammetto apertamente: nel 90% dei casi DETESTO le scene d'azione, soprattutto se sono il core-business di un film.
Mi sembra di guardare un triste western manicheo, coi cattivi-cattivi, i buoni-buoni e un solo personaggio che transista da una parte all'altra, come il peggiore dei deputati dell'UDEUR. E lo stesso vale per i personaggi: assolutamente non poliedrici, caricaturali, superficialissimi.
Ciò che contesto a Star Wars è la pochezza della sua "filosofia": concetti mediocri, la solita lotta bene-male, niente di trascendentale, un sacco di stupidate (tipo Yoda, l'uomo più saggio del mondo che non riesce a posizionare i verbi correttamente nella frase: ma che saggio è? Oppure Darth Maul - se si scrive così - cioè il cattivo con la faccia del Milan: è un personaggio inesistente, senza un background, senza una direzione: compare, combatte e basta, perde e sparisce) e una superficialità inquietante a livello di narrazione (per esempio quando i "buoni" entrano nella Reggia di Caserta attraverso un passaggio segreto che non ci mostra nessuno: salti e buchi di sceneggiatura degni di un film porno o di certi film di Dario Argento - non è un complimento).
Sarà che sono un fan di Star Trek e mi affascina il mondo problematico, turbato e sempre profondo, legato a grandi temi, tipico della serie (non a caso in decenni di Star Trek sul piccolo e grande schermo le scene di azione sono sempre poche e funzionali ad una narrazione complessa e ricca di argomenti, di temi su cui riflettere), ma i nuovi film di Star Wars proprio non li riesco a capire.
Mi fanno lo stesso effetto di Matrix e La Tigre E il Dragone: film che considero mediocri nel contenuto, di scarso valore culturale, noiosissimi e assolutamente inutili. Film che confondono la complessità con la complicatezza (soprattutto Matrix: che pippa futile di parafilosofia citazionista!), ma alla fine non ti lasciano niente. Sarà che sono zdanoviano nel mio approccio al cinema, ma ho l'abitudine a prendere il grande schermo estremamente sul serio. Non a caso non vado quasi mai al cinema e se ci vado lo faccio malvolentieri: ho sempre il timore di guardare boiate.
Forse a 13 anni mi avrebbero appassionato. Ma ora no. Vedo che vanno per la maggiore tra le persone che vivono una versione nostrana della cultura otaku nipponica (sono tanti, spesso "tardi" adolescenti): un po' di manga e anime, film d'azione e letture relative.
Tornando a Star Wars, il mio concetto di bel film di Fantascienza continua ad essere Il Pianeta Proibito: Shakespeare in salsa futurista. Lo stesso Shakespeare che si trova a secchiate in The Next Generation di Star Trek. Oppure un grande film italiano (sottovalutato) come La Decima Vittima.
Giuro che ci ho provato ad appassionarmi a Star Wars: essendo uno pseudo-nerd dovrebbe essermi facile. E invece niente. Perfino i tre film vecchi - che da bambino mi piacevano, tanto che in qualche scatolone in cantina ho un X-Wing originale dell'epoca - mi hanno fatto un brutto effetto quando li ho rivisti su Sky.
The radio is over the table
Ok, la mini-radio del blog ha ripreso a sputacchiare note.
Cliccate qui per ascoltarla.
Occhio, non cliccate sul link alla radio del post di ieri: ogni giorno la radio cambia indirizzo.
Cercate di resistere
La mini-radio del blog si ferma per la nottata dalle 3 e 15 in poi, complice anche la contemporanea trasmissione su Italia 1dell'immortale film "A 16 anni mi dicesti sì", con Carmelo Zappulla: una concorrenza troppo difficile da sostenere.
Verso ora di pranzo di venerdì dovrebbe tornare.
Don't panic. :-)
La radio balla
Se per caso avete provato ad accedere alla radiolina online di questo blog e avete sentito un placido silenzio, sappiate che siete stati (s)fortunati: oggi la connessione fa le bizze e si fa quel che si può. Da un' oretta sembra essere tutto ok. Quindi incrociamo le dita.
Per ascoltare, cliccate qui.
Ricordatevi che avete bisogno di Winamp, RealPlayer o un qualsiasi altro player che supporti le playlist .pls e lo streaming mp3.
Bastard pop per le masse
Che ne direste di un duetto tra Caterina Caselli e i Metallica? E tra Toto Cutugno e i Blur?
Non state troppo a giocare con la fantasia. Si ascolta tutto qui, su "Ricordi Bastardi": il peggio della canzone italiana incontra il meglio della musica pop e rock internazionale. Insomma, il provincialismo tristanzuolo della nostra canzone (escluso qualche mostro sacro, ovviamente) mescolato col paraculismo di certo pop e rock (salvo anche qui casi particolari).
Il famoso caso in cui non si distingue la cacca dal risotto, insomma.
Non so se è una cosa orrida o sublime. Di sicuro è la prima volta che ascolto un pezzo di Cutugno per intero. Fa uno strano effetto: mi si sono cotonati i capelli e ho un'insana voglia di indossare uno stivaletto di pelle color ghiaccio anni Settanta e andare a vivere in campagna.
Quando un blogger si annoia si dà all'etere
Mi annoio.
Scartata l'ipotesi "A" di guardare un qualsiasi film su Sky, archiviata l'ipotesi "B/Amici miei" di andare alla stazione a prendere a schiaffoni quelli che si sporgono dal finestrino del treno mentre partono (cosa poco praticabile all'una di notte passata, da solo e con i treni coi finestrini sigillati), impraticabile l'ipotesi "C(olesterolo)" di mangiare per riempire il tempo e il giro vita (vige un'insana penuria di Nastrine), non mi resta altro che intontirmi di musica.
Da qualche giorno, tanto per divertirmi, ho messo sulla barra a sinistra il "tormentone musicale quotidiano", cioè la canzone o le canzoni che ogni giorno canticchio sotto la doccia, mi ripeto ossessivamente in testa e riascolto in loop; oppure canzoni che in un determinato giorno mi sono venute in mente per chissà quali imperscrutabili assetti planetari ed esistenziali, o canzoni che illustrano il mio mood, ecc.
Il brutto di Splinder è che per aggiornare una cosa simile è necessario ogni volta smanettare il template. Cosa che mi annoia ancora di più.
Quindi un per far la vita meno amara ho deciso di ripescare il mio vecchio Shoutcast e mettere su una mini-radio in streaming per condividere con l'universo le cose che ascolto (e per ascoltarmi in ufficio la musica di casa).
Ovviamente, salvo indicazioni diverse e momentanee (cioè faccio un post apposito se faccio qualcosa di speciale sulla radiolina online), il tutto è random: sceglie il computer a casaccio basandosi sulla mia collezione musicale. Quindi potreste ascoltare cose mostruose, sublimi o medie (direi soprattutto mostruose).
In ogni caso buon ascolto: cliccate qui. Se avete insulti, proteste, commenti e richieste di danno ai timpani, scrivetemi.
Put the needle on the record!
Se negli ultimi 10-15 anni avete per caso messo piede in un club e - addirittura - in pista, non perdetevi l'ottima "Rave History" presente su Back To The Old Skool (yo! ehm).
Ci sono tutti i classici in streaming (ma bisogna usare quella noia di RealPlayer, che non sopporto), perfino quelli che oggi ci vergogniamo di aver ascoltato all'epoca, tipo i remix house dei Thompson Twins (argh!).
Per ora hanno coperto bene il periodo dal 1988 al 1993, ma c'è già qualcosa degli anni dopo.
Alla fine ho capito che il mio destino è fondare un fans-club dei MARRS.
Think different, think stupid...
Ogni tanto capita che qualcuno online si diverte a fare una versione online di "Mi manda Rai 3", scoprendo cose incredibili, ovviamente a danni del consumatore.
Nell'occhio del ciclone - tanto per cambiare - la finta Madre Teresa dell'informatica, cioè la Apple.
I tecnici di Anandtech (una sorta di Mecca online per tutti i tecnofili) ha fatto un testa a testa tra quelli che sono considerati i due migliori monitor a 20 pollici sul mercato: il Dell UltraSync 2005FPW e l'Apple Cinema Display M9177LL.
La cosa incredibile è che quelle brillanti serpi di Anandtech hanno svitato i due monitor, li hanno guardati dentro e hanno scoperto una cosa inquietante: sono lo stesso prodotto (guardate la foto a fondo pagina!), cioè il pannello LG.Philips LCD LM201W01: una scheda che la Philips vende alle altre aziende, che non devono fare altro che costruirgli un guscio attorno.
In verità la cosa non è rara nel mondo dell'informatica, anzi. Il mondo è pieno di aziende che producono tecnologia OEM che altre aziende - spesso grandi marchi - rimarchiano e vendono a caro prezzo.
Lo scandalo - in questo caso - è che il monitor Dell costa scontato 350$, mentre il monitor Apple - scontato da un paio di giorni - lo porti via per 800$. Ben 450 dollari in più: più del doppio...
Proprio per fare gli avvocati del diavolo, i ragazzi di Anandtech non hanno creduto che la Apple - la suddetta Opera Pia che ama i suoi consumatori come i suoi figli - potesse vendere a più del doppio un monitor da 350 dollari. E infatti si sono messi lì a comparare le funzionalità, il design e la praticità del monitor da 350$ e di quello da 800$, cercando qualche feature magica che giustificasse i 450 dollari di differenza.
Ahinoi, non hanno trovato nulla. Forse, sforzandosi, il cavo video dell'Apple ha una zigrinature migliore al tatto, forse il polistirolo dell'imballaggio è più solido, forse le commesse del negozio Apple sono un po' più gnocche. Ma roba da 450 dollari in più non se ne vede.
Alla fine - pur con tutta la buona volontà - i tecnici di Anandtech sono stati costretti ad ammettere che tra il monitor da 350 e 800 dollari non c'è differenza.
Ora bisognerebbe chiedere a Steve Jobs il perché di questo prezzo, ben oltre la giustificazione del "marchio prestigioso".
Anzi, dovrebbero farlo gli utenti Apple. Ma gran parte degli adepti della Mela che hanno commentato sui forum specifici hanno difeso ciecamente chi li tartassa nel portafogli. La loro argomentazione? Un maturo "Perché sì, gne gne gne", condito con il solito complottismo anti Microsoft (che non vende monitor e non si capisce in che modo sia coinvolgibile in questa storia).
Ah, piccola notizia ma non di poco conto: i due monitor - essendo identici - sono perfettamente intercambiabili. Per esempio un utente di Pc con tendenze autolesioniste potrebbe comprarsi il monitor da 800 dollari e attaccarlo al suo 486 sx con sopra WIndows 3.1. Allo stesso modo, un utente Mac potrebbe comprarsi due monitor della Dell al prezzo di un solo Apple Cinema Display e risparmiare pure un centinaio di dollari. Potrebbero servire - con una piccola integrazione - per comprare un tappetino del mouse della Apple...
Bianco-neri (soprattutto neri)
L'ennesimo motivo per cui tifare per la Juve è prima di tutto un atto contro l'intelligenza e la civiltà.
Deliri automobilistici - puntata 1 di chissà quante
Visto che passo il tempo a sproloquiare da solo in casa, parlando a me stesso di automobili, ho deciso di scribacchiare qui i miei deliri. Essendo fondamentalmente discorsi che faccio a me stesso, alla faccia dell'autocoscienza, non pretendo siano comprensibili al 100%. Diciamo che non avendo interlocutori con cui chiacchierare di automobili e automobilismo, ogni tanto - senza scadenze fisse - butto tutto sul blog e buonanotte al secchio.
Piccola avvertenza: se per caso siete possessori di qualche automobile di cui parlo male, offendetevi pure a morte, tanto avete torto! :-)
Oggi parliamo di due teorie sull'automobilismo: il complesso dell'acquisto sbagliato e la teoria del "potere operaio".
L'acquisto sbagliato
Ho comprato Quattoruote (che ci volete fare: ho venduto il Land Rover e ora sto cercando di capire che fare: mi sa che cambio completamente pianeta automobilistico) e ci trovo un maxispeciale di non so quante pagine sulla nuova Fiat Croma.
A parte il manager Fiat tamarro, cravattato stile Tecnocasa, che presenta il tutto (un emulo sfigato di qualche cucciolo dell'Elkannile), le varie pagine mi urtano un bel po', soprattutto per un fatto: si sprecano tonnellate di carta per magnificare un'auto che fondamentalmente ha il look di una Fiat Marea ma che costa quasi come una 156 Sportwagon.
La mia impressione è che, se non stroncano del 15-20% subito i prezzi di listino, la Croma è oscenamente cara. Con duemila euro in più ci si compra un'Alfa 156 station-wagon con un allestimento discreto. E si guida un'Alfa, che è tutta un'altra cosa (tra l'altro la Sportwagon tiene bene il valore sull'usato) come sensazioni dinamiche, guidabilità, ecc.
Guardando i listini di Quattroruote capisco anche perché in strada il 90% dei proprietari di Fiat Marea (che è il modello che la Croma andrà a sostituire) sono dei beoti completi, che guidano incazzatissimi, tirano le marce e ti mettono nei guai: sono imbestialiti perché qualche anno fa hanno buttato via un barile di soldi per un'auto bruttissima, mentre con la stessa grana potevano comprarsi una 156 e vivere felici.
E' come quando sbagli ad ordinare al ristorante: vedi quegli stronzi di fronte a te che hanno preso un piatto invitantissimo e tu sei alle prese con una matassa di porcherie. Come minimo ti incazzi.
La sindrome del "potere operaio", ovvero "volere e non potere", ovvero "l'auto di compensazione per i non ricchi"
La Audi A3 è una delle auto più da sfigati che siano mai state prodotte. E' la classica automobile da compensazione.
Sei basso? sei calvo e lo patisci? ce l'hai piccolo?
Ecco, se sei ricco rimedi: compri una Aston Martin, una Porsche, un'auto sportiva (fateci caso: sulla maggior parte delle auto sportive c'è un uomo basso o brutto) e alla fine hai ottenuto il classico effetto "prolungamento del pene". E qualche donna sensibile alla cilindrata e agli euro che questa implica, la trovi.
Se non sei ricchissimo, ti togli il pane di bocca, paghi rate mostruose per i prossimi 768 anni, ma alla fine ti compri una Audi A3.
Mi spiego con un po' di sana prosopopea: vuoi una Audi? Comprati una A4, una A6, una A8! Sono auto che costano, roba da manager coi soldi, ma che a modo loro hanno uno stile, una credibilità, prestazioni, ecc.
Ma la Audi A3 no! E' una Golf (stesso pianale tra la Golf, la A3 e la nuova Opel Astra) che costa cara, ma è un'auto media, comune, che se la gioca con la Stilo, la Alfa 147 e - altro modello da uomini bassi - la BMW Serie 1. Buona solo per chi vuole andare in giro a dire "ueh, mi sono fatto la Audi!".
Lo stesso capita per la Jaguar: per marchi simili il blasone è tutto. E adesso ti vendono una X-Type a meno di 30.000 euro, magari diesel, a trazione anteriore e station wagon. Una Passat, insomma. O una Mondeo. O una Skoda lunga (non mi ricordo il nome).
Qualche mese fa ho sentito due tizi discutere animatamente di automobili in un bar: uno andava tutto fiero del fatto che "ueh, io guido Jaguar". E poi aveva la suddetta X-type: una ordinaria station wagon da commessi viaggiatori, marchiata Jaguar ma di fatto Ford al 100%. E poi una Jaguar diesel? A trazione anteriore? Station Wagon? Ma allora non è più una Jaguar-Jaguar: è un'automobile con sopra il marchio Jaguar, non so se mi spiego!
E di sfigati con la Jaguar dei poveri ne vedi a decine, che sfrecciano sulla corsia di sorpasso convinti (e autori di raffiche di fari) che bisogna fargli strada perché - cazzarola - passa una Jaguar, mica una Lambretta! Peccato che la suddetta Jaguar abbia le prestazioni di una Stilo, il look di una Opel Calibra (o Calabra, visti i suoi acquirenti all'epoca) e gli interni di una Focus poco più lucidati.
Insomma, comprarsi una A3, una Jaguar X-type economica, una BMW Serie 1, una Mercedes Classe A (macchina che - in versione nuova - per certi versi apprezzo, a dire il vero) è una di quelle scelte che non riesco a spiegarmi se non con la teoria della compensazione. Ma è un trucco che dura due o tre millisecondi, una millanteria.
Puoi andare in discoteca da sciampiste, tacchinare una ragazza e dirle "Ueh (ma dicono tutti Ueh?), ho una BMW qui fuori, andiamo a fare un giro", ma quella si aspetta almeno una M3, uno Z4 modello base, non certo una Serie 1, che se la comprano pure le segretarie. Fidati che in macchina non ci sale nemmeno.
Comprarsi una Serie 1e dire di possedere una BMW è come andare una settimana in un villaggio Alpitour in Tunisia e dire che si è stati in Africa. Formalmente è corretto, ma nella realtà dei fatti...
Per lo stesso principio, potrei comprarmi rottamato un Ferves (che sta per Ferrari Veicoli Speciali ed è un'automobilina 4x4 fatta a forma di patata, usando componentistica delle Fiat 500 e 600: ho messo una foto qui sotto) e convincermi - carte alla mano - che sto guidando un'automobile Ferrari. O un fuoristrada. O una spider. Basta crederci.
