Come Enrico Toti - speranze per il 2005
Tutto il nostro rispetto a Roberto Dal Bosco, lanciatore di treppiedi. L'atto di per sè è simbolico. Se anche io mi trovassi Berlusconi a portata di tiro, gli tirerei qualcosa. Fosse anche una scarpa.
Il mio sogno è sempre che qualche malato terminale, coi giorni contati, decida di aggredirlo per bene, prima di salire ai verdi pascoli. Sarebbe un atto eroico.
Comunque la cosa è un buon segno: il porco inizia a subire la sua dose di impopolarità. Sono piccoli sintomi che aumentano. Con Craxi è iniziata così: piccole manifestazioni di dissenso, poi le monete all'hotel Raphael, poi il tracollo e la fine del regime della Milano da bere.
Se questa sinistra idiota e percorsa da personaggi orribili (vedi alla voce Rutelli) non riuscirà a cacciare il nano brianzolo dal Governo (e così i suoi soci/servi Fini e Bossi), speriamo ci riesca il "sentimento popolare", che sotto sotto cresce.
Ecco la mia speranza per il 2005: che Berlusconi schiatti, anche solo politicamente. E con lui Castelli, Bossi, Fini, Gasparri, la Moratti, Calderoli, gente che nemmeno nei peggiori incubi avrei immaginato al Governo.
Non ho niente contro l'idea di un governo di destra in Italia. Praticamente abbiamo avuto solo quelli, salvo qualche piccola parentesi dal 1996 al 2001. Ma la tribù di Berlusconi è troppo. Fanno schifo perfino alla destra europea. Liberiamocene.
Poi vinca il migliore, di destra o di sinistra.
Cazzo, non volevo infoiarmi per la politica a Capodanno, ma alla fine ci sono riuscito.
E già so che mi incazzerò come una iena appena sentirò il discorso di Ciampi, che ha la peculiarità di mettere in fila una banalità dietro l'altra.
Basta accendere il televideo ogni giorno e le dichiarazioni dell'ex livornese (un uomo sulla via del rimbambimento a mio giudizio perde la livornesità): "Ciampi: la droga fa male, il cacciucco no", "Ciampi: la pace è meglio della guerra", "Ciampi: meglio un giorno in hotel che dieci in ospedale", e così via, tra una banalità e una verità lapalissiana.
Anzi, stasera me lo perdo. Il buon Ciampi mi ha deluso. Speravo fungesse da baluardo a certe schifezze berlusconiane. Invece fa il blando e finge che questo sia un paese normale. O crede che lo sia. D'altronde è guccinianamente risaputo che i vecchi non sanno distinguere il vero dai sogni. (detto questo: è pieno di vecchi ridotti alla fame, incazzati con Berlusconi).
Ecco, ho il cattivo umore. Come tutti i capodanni da 30 ad oggi. Fanculo!
Solo per i vostri occhi
Visto che in quel periodo noiosissimo tra Natale e Capodanno oltre a digerire non c'è molto da fare, ho attivato una sorta di Fotoblog dove metto gli scatti che di tanto in tanto faccio. Non gli scatti nervosi. Quelli fotografici, inteso?
Sul fotoblog Flickr di suzukimaruti trovate:
- le tanto desiderate foto della Festa Pacco al Pueblo
- varie altre foto ancora più inutili.
Il tutto scattato con la macchinetta incastrata nel mio cellulare. Posso fare di meglio, ma la fotografia non è mai stata il mio forte, anzi.
Prendete pure le immagini, se vi interessano, photoshoppatele come vi aggrada, pubblicatele dove volete tranne che su siti della juve o di destra e - se non volete comparire - scrivetemi via e-mail, che provvedo a cancellarvi dal fotoblog e - se necessario - dalla faccia della terra.:-)
Nonostante l'aggressione degli agnolotti killer
La direzione editoriale del blog suzukimaruti.splinder.com conferma ufficialmente che le libagioni festive, pur mettendo a dura prova il suo sistema digestivo e la sua linea, non hanno sortito effetti nocivi sul titolare.
Anzi, è previsto un suo ritorno quanto prima su questi schermi, non appena riuscirà a riprendersi dal fastidio provocatogli dalle mielosità natalizie a 360 gradi: il pover'uomo soffre di diabete culturale e patisce le giornate in cui sono "tutti più buoni".
In ogni caso, tenetevi pronti che sono in arrivo le fotografie della "Festa Pacco", che confermano che a Natale siamo sì tutti più buoni, ma sempre brutti uguali.
Babbo Mengele
Ottimo umore causa Natale? Stronchiamolo.
La storia è eccezionale: tre bambini texani particolarmente fortunati chiedono in regalo a Babbo Natale un Nintendo DS (che è la console del momento, in attesa che la PlayStation Portable abbia prezzi civili).
Da buoni texani coi dollàri, i genitori decidono di strafare e comprano la bellezza di 3 Nintendo DS, onde evitare scazzi e contese tra i figli.

Poi capita che i tre bambini, poco prima di Natale, combinano qualcosa di spiacevole. Tipo che aggrediscono la maestra con una mietitrebbiatrice, si iscrivono ad un culto satanista sfigato, ascoltano dischi Fonit-Cetra, fanno compiere atti contronatura a Big Jim.
Non si sa cosa, ma deve essere stato tremendo. Oppure i loro genitori sono dei sadici torturatori, vista la punizione infertagli.
Già, perché i due simpatici adulti hanno deciso - visto che i bambini non sono stati bravi - di vendere online i tre Nintendo DS ancora intonsi e non consegnati per Natale. Hanno aperto un'asta su e-Bay spiegando tutto il retroscena e decine di profittatori stanno giocando al rialzo, anche perché la meravigliosa console (brutta a vedersi ma giocosissima, come tutte le cose Nintendo) è andata a ruba e non è facile trovarla in giro.
Ovviamente i tre bambini per rappresaglia si sono già dati al crack, all'autodistruzione, a pratiche contronatura con Ken l'amichetto di Barbie (lui, contrariamente a Big Jim, è consenziente) e promettono di votare per Schifani, appena raggiunta la maggiore età.
Per una cosa così, da bambino sarei direttamente entrato in comunità o avrei adottato la soluzione Pietro Maso. In ogni caso per loro è un Natale che non dimenticheranno facilmente: vedere il tuo oggetto del desiderio gettato alla pubblica fame di gadget e lentamente sottratto da sotto le tue mani.
Quasi quasi chiamo Telefono Azzurro.
Auguri digitali
In anticipo di un giorno, tanto per fare gli antipatici, ecco gli auguri di Natale da parte del tenutario di questo blog.
Tanto per gradire, ecco un po' di canzoni di Natale per allietare le vostre serate tra alberi decorati, presepi pacchiani e cibarie bisunte.
Visto che vanno di moda le cose elettriche, elettroniche ed elettrificate, ci adeguiamo.
Per gli amanti degli anni Ottanta, ecco "Last Christmas" e "Silent Night" suonate rispettivamente da Goto80 e Nullsleep. Ovvero suonate da musicisti che "suonano" le vecchie console e i vecchi computer a 8-bit, come i Commodore Vic 20, gli Spectrum, ecc.
Il tutto è preso da "The 8 bit of Christmas" (qui trovate la copertina), album del collettivo 8bit Peoples: gente che non si è rassegnata a smettere di usare l'Atari 2600 e il ColecoVision. A Natale si torna bambini, quindi...
Per chi ama le sensazioni digitali più complesse, ecco "A Singular Christmas", che ufficialmente ha vinto il mio personalissimo premio "disco coraggioso dell'anno".
L'album è stato creato da Eigenradio, ovvero da un progetto del MIT, che "sintetizza" la musica passata da un grande numero di network radiofonici, selezionando in modo matematico solamente i beat e i toni "utili" e sovrapponendoli in modo eufonico (e talvolta euforico...).
Per Natale hanno pensato di sintetizzare centinaia di canzoni natalizie, traendone un intero album "matematico", in cui i computer suonano la musica degli uomini e non viceversa. Ne è venuto fuori un disco di ambient natalizio davvero meritevole, in cui Babbo Natale fa capolino tra i droni e i glitch.
Incredibilmente la matematica a volte produce cose bellissime. Ad esempio trovo più solenne la computerizzata "Radiant Bells" di qualsiasi canto natalizio. Se amate gli Autechre, sappiate che "Holy Night" potrebbe essere opera loro.
(PS: notate l'albero di Natale fatto tutto di Hello Kitty, please).
Sante parole di Michele Serra
Ai dirigenti del centro sinistra
Se entro ventiquattro ore non vi mettete d'accordo sulle candidature vi taglio le gomme della macchina e vi rigo la portiera con un chiodo, vi manometto l'impianto idraulico in modo che l'acqua di scarico del cesso scenda dalla doccia, vi sequestro il cane e lo libero sul retro di un ristorante cinese, dico a Renato Brunetta che non vedete l'ora di andare a cena con lui, vi iscrivo come cavie volontarie ad un test medico sul drenaggio intestinale, mando il vostro indirizzo privato ad un sito di scambio di coppie per soli obesi, collego le vostre luminarie di natale ad una centrale nucleare rumena, spedisco lettere di insulti firmate con il vostro nome al campione mondiale di wrestling in carica, vi abbono alla rivista ufficiale di dianetica, dissemino il vostro collegio elettorale di cartoline con la vostra fotografia e la scritta "proteggi le minoranze, dai una chance ad un idiota", scambio la vostra cartella clinica con quella di un recensore specializzato della Guida Michelin specializzato in piatti a base di lardo, suggerisco a Massimo Cacciari di farvi correggere le bozze del suo ultimo saggio sull'angelismo, spedisco il vostro curriculum ai responsabili del casting di un porno zoofilo, e infine, naturalmente, non vi voto neanche morto, e forse voto per Renato Brunetta.
Firmato: un amico.
Grazie zia (Luigina)
Tutti noi l'abbiamo avuta. Cambia il nome, ma è un universale culturale dalla Groenlandia alla Terra del Fuoco: la zia tirchia.
Nello specifico della classica famiglia piemontese, la zia tirchia non è manifestamente avara. Anzi, in pieno stile "falso e cortese" si mostra generosa et dona ferens.
Il ricordo di zia Luigina (che in realtà è prozia e pure acquisita) è sfumato nei tempi, anche perché non la vedo da anni. Ma rimembro assolutamente le sue manifestazioni remote verso Natale, sotto forma di pacco. Il pacco solitamente era del genere floscio (ovvero il regalo che delude: vestiario o materiale non inscatolato, brutto segno), fatto di carta riciclata (non nel senso ecologico del termine) o - in un anno di particolare crudeltà - di carta da parati recuperata chissà dove.
E cosa c'era dentro al pacco? Il nulla. Anzi, di tutto. Il peggio di tutto. Ricordo ancora con terrore - verso i miei 6 o 7 anni - una tragica camicia in terital, con colletto spropositato. Una cosa che era fuori moda da 15 anni, di una taglia improbabile e strutturalmente deforme.
Oppure un orologio da polso di plastica (non funzionante e con batterie non incluse) raffigurante la faccia di Superman. Il supereroe muoveva gli occhi (come Franco Franchi) ossessivamente, ogni secondo. Almeno così avrebbe dovuto fare, ma non funzionava. Neanche includendo le batterie non incluse. Nada.
Ricordo anche una scatola di imitazione polacca dei Playmobil. Già non mi piacevano gli originali, figuriamoci la copia bicolore, deforme e non caratterizzata (niente poliziotti/operai/pellerossa [ma sono i Playmobil o i Village People?], giusto pezzi generici tipo "omino indefinito", "pannello general-purpose", "veicolo imprecisato", ecc.) e pure limitata nei movimenti.
RImembro con ancora più terrore che ogni anno mi toccava compilare un biglietto di ringraziamento per la zia e per i suoi due nipoti, che venivano usati in casa come (falso) esempio di virtù e pertanto risultavano odiati. E io rigorosamente compilavo, incazzatissimo per i doni-pacco che ricevevo. L'ipocrisia si impara fin da piccoli.
Ecco, ora è arrivato il momento di vendicarmi. Non preoccupatevi: non ho intenzioni moleste, tipo raggiungere zia Luigina ovunque essa si trovi e scioccarla rivelandole che i protagonisti di Forum sono figuranti o che i capelli di Paolo Limiti sono fasulli. Potrebbe non reggere il trauma.
Semplicemente intendo ribadire su terzi le molestie regalose subite durante l'infanzia. L'occasione c'è. E' la sera del 23 dicembre al Pueblo, la Festa Pacco.

L'idea è semplice: bisogna portare i regali più orribili di cui ci si vuole disfare, il materiale da riciclaggio natalizio, le schifezze che non vorrebbe nemmeno un robivecchi. Il tutto va impacchettato possibilmente non bene, magari con carta da pacchi recuperata (mia nonna la ricicla dai regali che riceve), fiocchi di seconda mano, nastrini scaduti.
E poi parte la fiera dello scambio: preparatevi a vedere il Pueblo intasato di pacchetti. Si sa mai che ciò che è una schifezza per me non sia prezioso per qualcun altro. E così via. Ad esempio, quella povera donna di mia cugina mi ha regalato tempo fa una raccolta dei Queen in doppio vinile (mai nemmeno sfiorata: i miei Technichs si rifiutano di girare). Magari qualcuno là fuori è così di cattivo gusto da volerla. E magari in cambio porta due 45 giri di Amanda Lear, che inseguo da tempo. Non si sa mai.
Siateci. Venite anche da fuori Torino, che ne vale la pena. Promettiamo brindisi con spumante rigorosamente non doc, canzoni di Natale trasformate in stornelli pecorecci, auguri fasulli al limite del paraculo e grasse risate. Il tutto gratis e in simpatia. E si sa mai che non tornate a casa con un orologio di Superman nuovo fiammante.
Festa Pacco: tutto è affidato al caso, elemento naturale decisamente foriero di sorprese. Molto più di Babbo Natale.
Scene dalla caduta dell'Impero Romano - parte ennesima


Il tutto è tragicamente vero. L'incubo di un pasticcere informatico, che ha pensato bene di dare corpo alle sue ossessioni, usando il gingerbread (un panazzo dolciastro e speziato, che detesto).
Consigli per gli acquisti
Per un motivo assai banale (la TIM me lo ha scontato di 200 euro e già lo vendeva sotto costo per una promozione), sono diventato felice possessore di un Nokia 6630 per la modica cifra di 149 euro. Ero in procinto di prendere un Nokia 6600, ma ho avuto un colpo di fortuna.
Non amo particolarmente i cellulari e - soprattutto - gli alienati che ne fanno una ragione di vita (davvero: ho difficoltà a credere che ci siano individui più sfigati di quelli che hanno "l'hobby dei cellulari": ma che hobby è?), ma devo confessare che dopo un paio di settimane di utilizzo la mia vita comunicativa è cambiata in meglio.
Banalmente, ora ho un cellulare che prende praticamente ovunque, che tiene la linea anche in condizioni agghiaccianti di campo e che, soprattutto, mi fa scaricare la posta e navigare in Internet quando sono in giro (cosa utilissima). Il tutto in UMTS - almeno qui a Torino - quindi in pochi secondi. In più lo sincronizzo con Outlook via cavo USB (addio infrarossi, allineamenti ballerini e giramenti di palle) così lascio a casa il palmare.
Tutto il resto è fuffa per cellularofili, salvo la possibilità di usare gli mp3 come suonerie, ovvero fuffa da musicofili che odiano gli squilli dei telefonini. Quindi se mi chiamate, sappiate che parte "Trick Me" di Kelis ogni volta e c'è il rischio che mi lanci in orridi balletti sgraziati. Ma mi sono ripromesso di cambiare mp3 ogni mese. Anzi, se avete suggerimenti per qualcosa di squillante, fatemi sapere.
Tutto ciò per dirvi che se dovete cambiare cellulare e non sapete cosa prendere, questo è una scelta più che buona e ad un prezzo viulentemente basso. Ovviamente la Nokia non mi passa il becco di un quattrino per la dritta, ma fa lo stesso. Questo è un blog non profit.
Come volevasi dimostrare; Apple: una Microsoft sfigata
Questo post di Macchianera la dice lunga sulla Apple e sulla sua presunta "bontà": un elenco di mosse sporche che la casa di Cupertino fa per difendere alcuni suoi piccoli e grandi monopoli, ovviamente mettendola in quel posto agli utenti.
Il tutto - francamente - conferma la mia tesi per cui la Apple non è il Comintern, la Caritas o il Banco del Mutuo Soccorso, ma una specie di Microsoft con infinitamente meno successo, pronta a scorrettezze ed infamie (come praticamente tutte le corporation) appena ne ha occasione, esattamente come l'azienda di Bill Gates.
Il fatto è che il popolo è bue, e tira più un bel design che un carro di buoi.
Alla faccia di chi parla di "superiorità etica" della mela rispetto al resto. Ciascuno usi pure il sistema operativo che vuole, ma per questo non si senta più buono, più democratico o più intelligente. Non cambia niente a livello etico: solo il nome della corporation infame da cui ci si fa abbindolare
Detto questo, lunga vita ai tanti utenti Apple che usano contenti il loro sistema operativo senza sentirsi Giovanna D'Arco o Padre Pio, ben consci del fatto che il "Think different" è puro marketing. Fanno pari con i tanti utenti Microsoft che ben conoscono le zozzerie di zio Bill e si adeguano.