Sono molto bloggato
Scusate la citazione da "Ecce Bombo" un po' triste, ma per qualche giorno non me la sono sentita di postare menate, frizzi e lazzi, dopo l'uccisione di Enzo G. Baldoni. Un po' per rispetto, un po' causa magone inside.
Non che io abbia ancora elaborato il lutto al 100% (ho i tempi lunghi), ma penso non sia sano far vincere il cattivo umore. Quindi a breve riprenderò a spandere frivolezze entropiche di dubbio gusto. E' una promessa, ma anche un po' una minaccia.
Enzo

Forse un giorno sarò in grado di scrivere una cosa intelligente, serena e magari pure entertaining su Enzo G Baldoni. Ora no, come per Carlo Giuliani, per Claudio "Spagna". Storie finite troppo presto, che mi colpiscono così da vicino da lasciarmi senza parole. E giuro che mi capita di rado.
Dovrei ricordare che uomo era Enzo, quanto valeva come padre, come creativo, come viaggiatore e come giornalista. Ma sembrerebbe retorica post-mortem, quella che tutti siamo capaci a fare. Quella che domani pioverà dal tubo catodico, prodotta ad arte dai Berlusconi di turno.
Fortunatamente ho scritto di lui ben prima di oggi. E ancora più fortunatamente giusto un mese fa sono riuscito a esprimergli via mail tutta la mia stima nei suoi confronti.
Tra tutte le cose che potrei ma non riesco a dire di Enzo, solo una mi conforta: una sua frase che campiono dal blog di Pino Scaccia:
"Mettiamola così: nelle prossime 24 ore ho la possibilità abbastanza concreta di crepare. Ovviamente non succederà - ma, se dovesse succedere, sappiate che sono morto felice facendo quello che più mi piace al mondo: viaggiare in paesi che non hanno mai visto un turista prima di me".
Provvidenziale come sempre la solidarietà telefonica in piena notte di Renzo.
Non ho niente da dire. Solo angoscia e voglia di bestemmiare. E non una goccia di vino in casa.
Paradossi: il successo dei fallimenti editoriali e i fallimenti da edicola
Ragazzi e ragazze, i titoli fallimentari arrivati finora sono ben 68 72: molti più di quanti me ne aspettassi realmente.
Sicuramente un sociologo da Porta a Porta evincerebbe dalla situazione una pietosa fotografia sullo stato della gioventù odierna, dipingendoci come sonori fancazzisti dediti solamente a extasy, playstation e cazzate. Cosa che non è necessariamente un male.
In ogni caso, il post con le iniziative editoriali fallimentari è costantemente aggiornato (siamo al sesto update) nonostante la mia proverbiale pigrizia e scarsa affidabilità. Continuate così, che mi sto divertendo. Non so perché, ma mi diverto.
Tra l'altro, via mail mi è stato chiesto: "qual è l'utilità di questo gioco?". Nessuna, amico mio, nessuna! Essendo un gioco, non ha alcuna utilità. Così come il nascondino, le escursioni in montagna e il curling.
Anzi, più un gioco è demenziale, gratuito e si presenta come una totale perdita di tempo di dubbia utilità sociale, più mi piace.
Update
In verità credo di aver scoperto il motivo recondito per cui mi è venuta in mente questa iniziativa effimera e piacevolmente inutile. E' colpa della Hachette, della DeAgostini e della Del Prado (e delle mille altre case editrici che le imitano), cioè le editrici responsabili delle raccolte più cialtrone e inquietanti dell'Universo. Per qualche strano motivo iniziano a pubblicizzarle ad agosto, quando la gente è così disperata dal tedio afoso agostano, da trovare perfino interessante una raccolta come "Camion dei pompieri dal mondo".
Ancora devo conoscere un individuo così triste da seguire una raccolta da edicola come le utilissime "uova di ceramica decorate", gli ineffabili "accendini storici", gli utilissimi "fossili dal mondo" o l'emozionante "gioielli etnici".
A quanto pare esiste un mercato dell'analritentività - parlo da non psicologo, ma a spanne è l'aspetto della personalità che ci fa provare piacere nel conservare, nel collezionare, ecc. - che d'estate funziona.
Per quanto ne so, iniziative di questo genere non vanno molto oltre il primo fascicolo. Anche perché altrimenti le edicole si intaserebbero anno dopo anno, visto che ufficialmente queste "opere" hanno piani lunghi almeno un anno. Ne deduco che è roba destinata al fallimento. L'idea - probabilmente - è fregare qualche soldino all'utente annoiato, grazie al primo fascicolo che ha sempre qualche tipo di paccottiglia omaggio e un prezzo di lancio che proprio di lancio non è.
Insomma, sono esche a cui si abbocca una volta sola. Mi pare tra l'altro di ricordare che Giuseppe Culicchia parla dei maniaci di queste raccolte in uno dei suoi libri (non so se "Tutti giù per terra" o "Paso Doble"): gente che arriva in edicola all'alba per accaparrarsi ansiosa l'ultimo fascicolo di "Gomme da masticare usate dal mondo" e se è il caso si incazza pure con l'edicolante.
Il motivo del giochino "fallimenti editoriali", quindi, nasce da qui: inventare qualcosa che faccia ancora più tristezza o che susciti più disinteresse di queste tristi raccolte da edicola. Visti i titoli proposti, direi che ci stiamo riuscendo.
Fallimenti editoriali
Continua il giochino demenziale tardo-estivo sui fallimenti editoriali
Hai sempre sognato di scrivere un libro che non leggerebbe nemmeno la tua mamma? Hai in mente un 'opera così sfigata da essere sublime?
Ti vibra dentro un'enfasi creativa nociva e autolesionista? Vuoi fare un buco nell'acqua con un libro?
Crea anche tu un fallimento editoriale. Inventa un titolo disastroso, imbarazzante, paradossale o sfigato.

Clicca qui e leggi le invenzioni degli altri creativi fallimentari. Non perdere l'occasione di contribuire con la tua fantasia dannosa. Parlane agli amici. Inviaci i tuoi titoli.
Tutto vero: la signora Cesira M. di Vigevano, di professione casalinga, dopo aver ricevuto l'invito a partecipare all'iniziativa, non ha partecipato e ora è il bersaglio preferito di ogni zanzara della bassa padana e passa il tempo a disintossicarsi da una tragica dipendenza da Autan.
Update - Ora c'è anche il premio!
L'autore del titolo più interessante - a insindacabile giudizio di un panel di non-esperti ancora da nominare - riceverà in premio gli ambitissimi slip a forma di controller del Super Nintendo, a patto che sia disposto a farsi fotografare mentre li indossa (uomo o donna che sia) e a garantire la pubblicazione della fotografia su questo blog.

In alternativa non si vince niente, salvo una birra offerta da me al prossimo blograduno torinese (e ciò implica che se non siete di Torino o dintorni dovete pure sobbarcarvi un viaggio, ma solitamente ne vale la pena).
Blog ufficialmente in apprensione
Non per una questione di moda, ma per un fatto di affetto reale, questo blog è ufficialmente in apprensione per Enzo G Baldoni, di cui si sono perse le tracce dalle parti di Falluja da un paio di giorni.
Non fosse altro perché è da anni il mio giornalista preferito (e di mestiere non fa esattamente il giornalista, ma un po' il creativo, un po' il giornalista, un po' il guascone) e in virtù della parentesi appena scritta anche un modello di vita (e di business) che da un po' di anni cerco di emulare.
Non fosse altro perché è il traduttore di Doonesbury, cioè il miglior compendio di storia americana, incidentalmente a fumetti.
Non fosse altro perché se non fosse per lui manco saprei cosa è e dove è Timor Est, non avrei letto cose fuor di retorica sul SubComandante Marcos e probabilmente avrei pensieri da pecorone e da beota su argomenti non da poco come la pedofilia, la miseria a Cuba, la situazione in Colombia.
Per di più ci siamo scambiati l'ultima mail - ovviamente piena di cavolate calvinianamente leggere leggere - il 29 luglio, dopo che avevo trovato il coraggio di scrivergli (è difficile rapportarsi con qualcuno che a modo tuo un po' mitizzi, anche perché non mi capitava dal 1982, anno in cui chiesi un autografo a Beppe Dossena)
In ogni caso, penso che la lettura del suo blog sulla sua missione in Iraq - in cui racconta qualche retroscena indecoroso dei vertici della Croce Rossa Italiana tutta propaganda e immagine (leggete dal post linkato in poi) - e di tutti i suoi articoli (tranne quello dove parla bene dei Mac, si sa che nessuno è perfetto) sia un ottimo antidoto anti-ansia mentre si attende qualche news sulla sua sorte.
In ogni caso, se c'è un uomo che è capace di mettersi e di tirarsi fuori dai guai da solo è assolutamente lui. Quindi sono disperatamente fiducioso.
La piccola biblioteca degli orrori: il passatempo più sano ed economico - vanta innumerevoli tentativi di imitazione
La noia tardo-estiva imperversa, quindi da queste parti ci si butta disperatamente sul ludico/trash come la sera ci si fionda su un anguriaro in grado di garantire un po' di sollievo dall'afa.
Il giochino fesso dell'estate, quindi, in questo caso è per me - e per tutti quelli che desiderano sbizzarrirsi - inventare titoli di libri disperati, tristi, paradossali e imbarazzanti. Insomma, fallimenti editoriali clamorosi fin dal titolo, degni di un tragico "dolenti declinare" da parte di qualsiasi casa editrice.
Le regole sono semplici: qualsiasi titolo di libro di pura invenzione (o fatto remixando un titolo di un libro edito) va bene, purché risponda ad uno dei requisiti: deve essere disperato, triste, paradossale o imbarazzante. Quel che conta è che già dal titolo si capisca che il libro sarà un fallimento sicuro in libreria.
Ecco, quindi, qualche titolo dalla piccola biblioteca degli orrori, che è tutta da costruire. Anzi, ogni contributo è ben accetto. Partecipate numerosi. E che il fallimento editoriale sia con voi!
Storia del comunismo a fumetti
Mille ricette estive con la sugna
Sorci con le ali: il misterioso mondo dei pipistrelli raccontato da Piero Angela
La bandana nell’epoca della sua riproducibilità tecnica
Il mal-ton di Lina Sotis: da bizzarri a buzzurri in 15 lezioni
Mille modi di cucinare l’anguria
Storia sociale del citofono
Guida alle migliori stazioni sciistiche delle Murge
Bertrand Russell: why I’m not Christian – il celebre filosofo smentisce la sua somiglianza col celebre cantante confidenziale
Betrand Russell: perché non sono Cristiano Godano (e perché mi hanno bocciato al provino per fare il cantante nei Marlene Kuntz)
Vivere senza deodorante: un nuovo mondo è possibile
No Lago: la tragica storia di un ragazzo di Peschiera Borromeo che preferirebbe fare le vacanze al mare e non dagli zii a Como. Per protesta diventa un black block
Dizionario Italiano – Klingon, Klingon – Italiano
Annuario nazionale dei carabinieri infiltrati
Tutto quello che avreste desiderato sapere sui servizi segreti e che continueremo a non dirvi (il libro è completamente bianco e si usa come agenda)
La grande cucina italiana, volume 81: minestrina e pastina con creatività
Patrizia Pellegrino legge Brecht vestita (audiobook con DVD allegato)
La grande storia d’Italia a cura di Enzo Cannavale
Confessioni di un lattoniere
Dizionario Italiano – Calciatori, Calciatori – Italiano
Vasco Rossi: tutti i testi, con traduzione per i non tossicofili
Le più belle vignette di Forattini in Braille
La grande avventura illustrata della scienza: proctologia
Alzatemi, andiamo – seconda edizione dell’ultimo (in tutti i sensi) libro del Papa, con cartella clinica aggiornata
Il momento è catarrico – lettura critica de “La diceria dell’untore” di Gesualdo Bufalino, a cura di Flavio Oreglio
Update - arrivano i primi contributi
- Renzo Francabandera ci spedisce il titolo della sua attuale lettura fallimentare:
I disturbi del sonno: la zanzara
- Anche Kiara si lancia nella creazione di titoli di libri fallimentari e ci propone:
Dal vangelo secondo il Grande Puffo
Nientecittà: guida alle strade della città per turisti indesiderati
O' Babbettone: storie di lucertole e altri rettili ambientate su un muro del Carcere di Secondigliano
Battone si nasce, non si diventa: escalation di starlette bionde nel mondo della TV
Dalla forma al contenuto:storia del sofficino Findus
Gli aforismi di Sandra Milo: la cultura alla vecchia maniera
Update 2.0
Mi hanno scritto via mail ben 2 persone chiedendomi lumi sul titolo Il momento è catarrico – lettura critica de “La diceria dell’untore” di Gesualdo Bufalino, a cura di Flavio Oreglio.
La spiegazione è semplice: il libro di Bufalino ha come protagonisti due personaggi fuggiti da un sanatorio dove, ovviamente, si cura (o meglio non si cura) la tisi.
Per la serie, le battute spiegate sono una delle cose più tristi del mondo.
Mi raccomando, contribuite numerosi, che una lista dei libri fallimentari rende l'estate più allegra.
O in alternativa sollazzatevi con la mitica raccolta della Del Prado "Accendini storici nel mondo" (o qualcosa di simile). L'uomo che l'ha pensata e assemblata è un genio: non penso che ci sia opera d'inteleltto più fallimentare e triste di quella. Anzi, è talmente avanti da far sembrare quasi inutile il giochino dei fallimenti editoriali.
Update 3.0
Ecco un'altra infornata di titoli di libri disastrosi.
- Regulus21 si produce in una serie incredibile di titoli
Fai da te: cento modi per usare la carta igienica
Salto nel buio. Gibilisco si racconta
Ricette da leccarsi i baffi. 100 ricette per far felice il tuo gatto (questo giuro che ce l'ho in libreria!)
Scuola, che passione. Pettegolezzi sui miei compagni di banco, da Noè a De Coubertin (di Gina Lollobrigida)
Sandali per tutte le stagioni
Scopri Andorra (in 52 fascicoli settimanali)
Agiografia dei Santi taiwanesi
Enciclopedia ragionata sui mariti di Liz Taylor
- Anche Il Boss (tra l'altro mio concittadino, se non ho capito male) contribuisce con un testo socio-scarpotecnico
Lo zen e l'uso delle infradito nell'alta società
Per i non napoletani, ecco una mini spiegazione del termine Babbettone, casomai non ci foste arrivati da voi. Dicesi "babbettone" un membro virile di dimensioni generose.
Continuate così, che mi piacete. Vi vedo creativi.
Update 4.0
Have fun, have Skeggia.
- Ecco il contributo di Skeggia, che ci propone un bel po' di titoli inquietanti:
100 e uno modi per scoprire il Tuo taglio di capelli
Toeletta per cani
Come farlo addolcire senza addolcirti
Il protozoo, questo sconosciuto
Identità&posizioni preferite nel sesso
Le nuove frontiere della Lavanda Vaginale
Update 5.0
- Francabandera colpisce ancora, rivelando una malsana ossessione per le zanzare. O viceversa
Cosa mi ronza per la testa: quella gran puttana della zanzara
La bolla d'acqua e la bolla di zanzara
Mamma Orso e M'ha morso
I piccoli manuali dello star bene: il primo soccorso dopo il morso
Rimorso
Pruriti bollenti!
E anche in cartoni per i ragazzi: Autan III
- Ricky the rider ci ricorda che talvolta la realtà più inquietante della fantasia più perversa, citando un libro vero
Bum il criceto non c'è piu ed altri mille giochi da fare con il microonde
- Di ritorno dall'Irlanda - e si direbbe ancora ebbro di Irish Coffee - l'ineffabile Gareth Jax si scatena con la manualistica
1000 auguri zen (un libro vuoto ovviamente, ma questa la capisce solo chi capisce lo zen)
Capire lo zen (altro libro senza pagine)
Come convincere le donne a seguire il campionato del mondo senza minacce fisiche
Tutto quello che non vi hanno mai detto sul sesso e le nutrie
Ma i pastori erotomani sognano pecore gonfiabili?" (vi GIURO che l'abbiamo vista in un porno shop a dublino! Drakesky, Morgus e Des ne sono testimoni!!)
Tutte le opere di Emily Dickinson declamate dal Commisario Rex (cd incluso)
Autodafè: 101 strumenti inusuali nel campo della masturbazione
Biografia su Andreotti. Primo volume: Il giurassico inferiore
Gastronomicon ex mortis: dove non mangiare italiano all'estero
Come diventare latifondista in 8 pratiche lezioni. In omaggio un sacchetto di humus con il primo numero
Arte povera: creare Origami con materiali di scarto
Come trasformare un Happy Meal in un ordigno bellico. Incluso un pacchetto di yumminese!
Come sposare un Talebano
Update 6.0
- Pedro Almaviva (che mi risulta essere una lei, nonostante il nome...) si scatena con quattro titoli assolutamente creativi:
Vocabolario Ikea-Italiano, Italiano-Ikea. Cosa significano veramente i nomi dei celebri mobili svedesi
Astro-nzo. 100 modi di insultare una persona fingendo di leggergli il futuro nelle stelle
Pendagli da collezione. Biografie dei più celebri fuori legge della storia
C'è posto per te. Come diventare parcheggiatore abusivo in 20 facili lezioni
Sono io che a quell'ora non ho fame...?
Oppure le ricette che fanno vedere quotidianamente a "Gusto", l'inserto gastronomico del Tg5 delle 13 fanno appositamente schifo?
Ogni giorno lo guardo e mi inquieto: pochi giorni fa proponevano un lungo fusillo di pasta bollita da servire freddo con attorcigliato attorno un filetto di tonno crudo.
Pur amando il sushi, non so voi ma la prospettiva di mangiare un fusillo freddo e lungo (e dal look pure un po' molle) con intorno del tonno crudo a filetti mi fa vagamente ribrezzo.
Bah, pur di non guardare il Tg 1 di quel filoisraeliano/filoberlusconiano/ex filocraxiano (insomma, si fila tutti i peggiori) di Mimun, sono disposto a tutto...
Giapponesi, vil razza dannata...
In verità non penso male del Giappone, anzi. Diciamo che più scopro la cultura nipponica, più resto perplesso e paralizzato come un esploratore di fronte alle cascate Vittoria.
Non so se spaventarmi o gridare al genio. In ogni caso, il cuscino-fidanzato potevano inventarlo solo laggiù.

La cosa bella è che questo simpatico simulacro che permette alle donne sole (o a quelle con il partner che dopo mezz'ora di abbracci si gira e dorme per i cavoli suoi) di non sentirsi tali durante il sonno ha pure una sveglia integrata, che fa sì che il cuscinone vibri delicatamente e - all'ora prefissata - svegli la sua "utente"
Oltre al aftto che il vestitino del cuscino-fidanzato è lavabile in lavatrice, il prodotto offre innumerevoli vantaggi, primo fra tutti non ha inutili pretese erotico-alimentari, non si interessa minimamente di calcio e soprattutto non parla mai. E non russa, a meno che non si rompa il cicalino della sveglia integrata.
Per ora il fidanzato cuscinoso è disponibile solo in Giappone, ma già me lo vedo importato con gran successo in Occidente. Là fuori è pieno di donne single, che - a giudicare dal numero di uomini soli, disperati o "a caccia" - pur di non andare a letto con un uomo sono disposte ad abbracciare un costosissimo (siamo sui 100€) cuscino.
Ok, qualcuno obietterà che in certi casi è più espressivo un cuscino con sveglia integrata piuttosto che qualche uomo-mozzarella, ma suvvia...
Re-visioni cinematografiche - sbatti Ignazio in prima pagina
Ovviamente in piena notte - e ci mancherebbe - su Canale 5 va in onda nientemeno che "Sbatti il mostro in prima pagina", film che rivedo volentieri ogni volta che la Tv si degna di trasmetterlo, cioè ogni morte di papa. E pensare che Bellocchio solitamente non mi piace.

Il bello è che ogni volta che lo vedo scopro qualcosa di nuovo. Per esempio il comizio del MSI che si vede sui titoli di testa - un comizio vero, preso da immagini di repertorio - vede sul palco nientemeno che un giovanissimo Ignazio La Russa, con un parka orribile, i capelli lunghi da hippie e la solita barbetta luciferina
Appendice alla pagina della sfinge
La sfinge - risolvo subito l'arcano - sarei io, che in questi giorni di breve ritiro vacanziero sto immobile con volto impassibile proprio come l'abusato monumento egiziano.
Ridotto ad una connessione a 56k, navigo poco. In compenso guardo ancora meno Tv (salvo il film trash quotidiano su Rete 4 verso mezzanotte) e non leggo i giornali, se non i loro simulacri online.
In sostanza cazzeggio. Ecco, quindi, un po' di pensieri in libertà, assolutamente sparsi casuali e irrazionali, frutto della noia estiva.
- odio i vicini di casa: l'appartamento che mi ospita è tristemente disturbato da una famiglia simil-bergamasca che è anni che fa rumore. Alle 7 di mattina già gridano, tutti quanti sul balcone. Non ho idea di quanti figli abbiano, ma pare non crescano. Sono anni che piagnucolano. E la cosa che fa più rumore sono i genitori che cercano di farli stare zitti, urlando più di loro. Non so se mi dà più fastidio il capriccio dell'infante di turno o il "Shhhhhhhhhh!" urlato dal padre e la predica conseguente. Se leggete di un omicidio multiplo inspiegabile in Liguria, potrei essere io.
- ricordo in ritardo Rick James: è morto più o meno una settimana fa, in condizioni misteriose. Se non vi viene in mente, Rick James era quel cantante black che assomigliava esteticamente ad un clone misto tra Prince e Lionel Richie. Ma suonava come Rick James. Unico suo singolo realmente di successo è la mitica "Superfreak", considerato da molti l'ultimo brano del periodo 'disco', ovviamente fuori tempo massimo. L'aveva pure campionata quel ciarlatano di Mc Hammer nella sua "Can't touch this". In ogni caso, che riposi in pace. Il bello è che lui era realmente un superfreak e abusava di tutto: droghe, alcool, grossi roditori. Dilemma estivo: meglio una breve vita irregolare da Rick James o una noiosa esistenza da Rick Astley?
- l'unico antidoto alla noia para-ferragostana è la Formula 1. Ovviamente è un rimedio omeopatico, nel senso che pure in Ungheria la Ferrari domina, contando che la stagione passata qui Alonso doppiò Schumacher. Invece le qualifiche ci danno due rosse di Maranello in prima fila. Non che sia dispiaciuto, ma mi sa che per avere qualche brivido quest'estate devo buttarmi una granita giù per la schiena.
- tanto per farmi del male, su una rete locale ligure ho visto quasi interamente la versione a cartoni animati de "Il signore degli anelli", realizzata da Ralph Bakshi, ovvero il regista di "Fritz the cat", disegnato da Robert Crumb. Avevo già disgraziatamente visto il film alle medie e confermo che è una schifezza anche adesso. Non fosse altro perché finisce a metà e rimanda ad un'ipotetica seconda parte che non è mai stata realizzata. Il bello sono le animazioni alla Hanna & Barbera, con i personaggi che corrono sullo sfondo in loop. E poi c'è Aragorn che sembra una via di mezzo tra Bruno Conti e James Brown da vecchio. Inguardabile, con Boromir che è ritratto come un vichingo, li Balrog che sembra un farfallone e Gandalf assolutamente identico a Saruman. Una schifezza dagli anni Settanta. Se volete ridere, è consigliatissimo.
Peccato, perché Bakshi mi aveva impressionato sia con Fritz the cat - che purtroppo tutti ricordano perché è un cartone vagamente erotico - che con il terribile "Coonskin", un cartone violentissimo e politicamente scorretto sui neri di Harlem, con nientemeno che Barry White come co-protagonista (al doppiaggio, ovviamente).
- Ho comprato già a giugno/luglio l'ultimo libro di Umberto Eco e non riesco a decidermi ad iniziarlo. Il fatto è che non mi piace la copertina e la cosa mi blocca. Ok, sono scemo ma è così. Magari a settembre ce la faccio.
- Sto alienandomi con uno dei videogiochi più nocivi dell'universo. No, non è Doom 3 - che finalmente è uscito e ha fato sentire il mio povero Pc (che credevo potentissimo) un tostapane a pedali - ma Harvest Moon per il Gameboy Advance. Si tratta di una sorta di simulazione sadica, con punte di role playing game - della vita di un povero sfigato che eredita una fattoria e deve mandarla avanti.
E' il videogioco più straniante e noioso del mondo: ara la terra, semina, bagna i campi tutti i giorni, dai da mangiare alle bestie, curale, raccogline i frutti, vendi tutto e alle 8 di sera vai a letto. Così in loop per ore. Incredibilmente la cosa è addictive e non riesco a smettere. Anzi, sono preoccupato perché una delle mie galline mi odia e non fa più le uova. Sono pure tentato di farmi l'abbronzatura a forma di canottiera - tipica da coltivatore diretto - per calarmi meglio nella parte.
- questione Olimpiadi: non amo lo sport, quindi me le perdo quasi totalmente. Seguirò giusto la boxe - che alle Olimpiadi è veloce, infernale e viziata dai giudici più corrotti e parziali del mondo - e forse la pallavolo maschile. Tutto il resto è noia. Non posso farci niente, ma lo sport praticato da altri proprio non mi dà vibrazioni, salvo rari casi.
Invece so che qualche mio amico guarderà con attenzione il salto in lungo femminile, sempre che la regia abbia piazzato la mitica telecamera perfida che inquadra le atlete da dietro - proprio lì, dove il body sportivo lascia intendere... - dopo che hanno saltato e sono carponi. Qualche atleta si era lamentata, in passato, ma scommetto che l'inquadratura alla Alvaro Vitali quest'anno ci sarà.