Mi sta bene, così imparo
Magari uno si applica, cerca di mettere sul suo blog tutto ciò che lo incuriosisce, lo fa incazzare, lo inquieta, lo sollazza. Il tutto con sommo divertimento. Poi si accorge che buona parte della gente che capita sul suo diario online è qui per tutt'altro, basta dare un'occhiata ai referrers.
E tra l'altro è gente con cui avrebbe davvero poco da spartire. Cosa dire ad una persona che capita qui cercando i testi di Mietta? O a uno che arriva su questo blog cercando il testo di "Felicità" su Google, per di più convinto che sia un brano di Toto Cutugno? (adesso per ripicca lo dico ad Albano - o Al Bano, un nome beota, come se uno si facesse chiamare Fr Anco).
Va a finire che il blog mi diventa un fans club collettivo del peggio della musica italiana, quella così brutta da non essere nemmeno trash. E sarò destinato in secula seculorum a sorbirmi Pupo, Christian, Amedeo Minghi e Toto Cutugno.
Così imparo. Mi avevano avvertito - non farti un blog, piuttosto vai in palestra, almeno è un passatempo sano. Io invece ho scelto il blog e ora ne pago le conseguenze.
Se qualcuno deturpa un blog per voi...
Sto facendo un po' di micro-lavori sul blog. Cose minime. Se per caso in questi giorni lo trovate di forma e colore inquietante, non preoccupatevi: sto facendo le prove o ho sbagliato qualcosa. O entrambe.
Scene dalla caduta dell'Impero Romano - parte ennesima (ho già perso il conto)

Se esiste un Dio, sono certo che il responsabile di questa linea di mousepad finirà all'Inferno nel girone degli attentatori al buon gusto.
In ogni caso è proprio vero che usare troppo il computer può far diventare ciechi...
Piccole novità illuminanti: chi siete e da dove venite. Un fiorino.
Facendo sfoggio di virtuosismo blogghistico, ho messo in basso a sinistra un elenco dinamico di referrers, cioè di siti da cui provengono i navigatori di questo blog.
La cosa che mi incuriosiva è capire cosa porta (e come porta) un internauta su questo simpatico elenco pubblico di cavoli miei. Mi aspettavo, in verità, risultati diversi da quelli che vedo ora: qualche link tra blog "amici", qualche torinese che mi conosce, qualche amico che mi ha bookmarkato e preferisce leggermi piuttosto che frequentarmi.

Invece scopro che l'intero fans club di Pacifico (che per chi non lo sapesse si è esibito a Sanremo con una canzone pare decorosa ma che non è stato in grado di interpretare in modo decente per tutto il Festival, forse causa emozione) sta disperatamente cercando i testi del suo brano sanremese. Il fatto che io ne dileggi il ritornello francamente evitabile "sfila il coltello dalle carni" ha portato qui un po' di fans di Pacifico, cioè due o tre persone al massimo. In ogni caso, il testo di "Solo un sogno" è qui sul suo sito ufficiale (inutilizzabile visto che ha i menù scritti in bianco su fondo azzurrino; e chi li vede?).
Passi per Pacifico, che alla fine mi è sembrato uno dei migliori all'Ariston, ma i fans di Eros Ramazzotti (uomo - si fa per dire, visto che ha la voce che sembra un citofono - che detesto umanamente, politicamente, calcisticamente e musicalmente) non so bene come sono arrivati qui. Forse equivocando sul fatto che il sottotitolo di questo blog contiene la parola "lyrics", che vuol dire "testi". Non ho idea se la persona che ha cercato i testi di Eros Ramazzotti in tedesco sia un pizzaiolo italiano esule in Germania o un fine cultore del trash. In ogni caso complimenti. Sono arrivati probabilmente nel posto più lontano da Eros Ramazzotti e tutto l'universo che lo circonda. Prodigi della Rete.

Ben due persone sono arrivate qui cercando un luogo dove si venda l'assenzio a Genova. Purtroppo non posso aiutarle. A Torino ormai lo vendono ovunque, visto che è diventato di moda tra i fricchettoni tossicofili (non quelli creativi, quelli tristi - ma in verità mi sembrano tutti tristi, a pensarci bene). In ogni caso, sborsare decine di euro per bere un intruglio che sa di anice, lysoform e Red Bull (che trovo il prodotto alimentare col peggiore sapore al mondo, dopo il ketchup) e che se ingurgitato in grandi quantità da un neonato ipersensibile e già sbronzo forse può dare allucinazioni, mi sembra una perdita di tempo.
Fossi un novello Oscar Wilde o Sartre, investirei i soldi di due bicchieri di assenzio in una sana bottiglia di Barbaresco, che non darà le allucinazioni, ma migliora la qualità della vita. Per le allucinazioni meglio sniffare benzina o trielina. Oppure berle, tanto il gusto è sicuramente migliore dell'assenzio. (ovviamente ragiono per paradossi: non fatelo, con quel che costa la benzina!)
Complimenti, invece, a chi ha cercato qui i testi della musica poco-poco indonesiana (si pronuncia pocho pocho e significa "sexy"), una sorta di disco-music folk che da un po' di anni spopola nell'Indonesia orientale. In effetti è un'ottima reazione al gamelan, che sarà interessante per i musicologi o per i trainspotters come me, ma è una lama inascoltabile dopo due o tre minuti: un rimedio all'insonnia.

Purtroppo del poco-poco so (...) poco. L'unica cosa divertente che ricordo è che in Indonesia sono talmente patiti di questo genere da non resistere alla tentazione di ballarlo ogni volta che viene suonato.
Pare che la polizia di Suharto, l'ultimo dittatore indonesiano, bloccasse i manifestanti durante gli ultimi giorni del regime con questo trucchetto: giravano con dei camion con sopra un impianto stereo che suonava musica poco-poco "a palla" e le folle inferocite chiamate a raccolta, invece di fare la rivoluzione, non resistevano e si mettevano a ballare festose (poliziotti antisommossa inclusi).
Ovviamente non so se è una leggenda metropolitana o una verità punk della storia orientale, ma l'idea di un brano musicale antisommossa mi fa ridere. Cosa potrebbero usare in Italia per sedare un'ipotetica rivolta?
In ogni caso resto vigile: il pannello dei referrers è una miniera di curiosità, oltre che un simpatico specchio delle meccaniche nascoste della Rete. Mi sa che ci sarà da divertirsi. Poco-poco a tutti!
Tutto ciò ha un senso. Non so quale, ma ce l'ha
Non so come, qualche giorno fa questo blog è risultato trentesimo nel ranking delle ricerche di Top Search per le parole "Masterizzare Cd Karaoke Canta Tu", che poi sarebbero i Cd del Karaoke pubblicizzato tra gli altri dal mio beniamino Gigi D'Alessio, un uomo la cui visione mi provoca improvvisi attacchi di rabbia e ingiustifica infiammazioni leghiste a tratti.
Ovviamente - casomai qualcuno equivocasse - il titolare di questo blog specifica che:
1 - non ama il karaoke e in generale tutte le forme di intrattenimento da villaggio turistico
2 - in ogni caso non comprerebbe mai il "Canta Tu" in quanto sponsorizzato da Gigi D'Alessio
3 - è pronto a denunciare alla SIAE tutti quelli che masterizzano i Cd del Karaoke "Canta Tu", non in quanto nemico della pirateria (visto che non lo è), ma in quanto amico della musica buona.
4 - ascolta musica che raramente si può canticchiare, Burt Bacharach escluso
Cose geniali scoperte in ritardo
Non so da quanto tempo è in Rete, ma il generatore online di nomi di partiti(ni) di centro-sinistra è assolutamente un'opera di genio. Ci sto giocando da mezz'ora e mi piace tantissimo. Premetto che su 20 nomi generati, almeno 7 o 8 mi sembrano degni di una certa militanza.
A guardare il numero di partiti(ni) che compongono (si fa per dire) il centro-sinistra ora come ora, c'è da temere che qualcuno abbia assolutamente preso sul serio questo generatore.
Tra l'altro anni fa (parlo dei tempi del liceo) con il titolare di Controtendenza creammo un programma in GWBasic che generava automaticamente termini da supercazzola. Eravamo talmente perfidi che ne sottoponemmo alcuni alla professoressa di Scienze, la quale ci confermò che erano tutti termini scientifici. La sventurata mentiva.
Parliamo di ponti
Visto che il mio nickname è Broken Bridge, non potevo esimermi dal parlare di ponti. Ovviamente parliamo non della ditta che fa i sottaceti (da preferire comunque e sempre alla Saclà, nota azienda complice della destra da anni e quindi gioiosamente tenuta lontana dalla mia borsa della spesa), ma della proposta geniale di Berlusconi di far saltare un po' di ponti ai lavoratori italiani (inizialmente aveva detto che intendeva far saltare un po' di festività, poi i preti della CEI lo hanno cazziato), rei (a sua detta) di lavorare troppo poco.
Passi che il confronto con il numero di ore lavorate negli altri paesi europei (quelli più produttivi di noi) non regge, visto che l'Italia è uno dei posti in cui si lavora di più. Passi che il problema dell'industria italiana non è la poca produzione, ma semmai l'iperproduzione di prodotti che non vuole più nessuno perché hanno la qualità comparabile coi prodotti cinesi, ma il prezzo assolutamente europeo (cioè il problema è prima di tutto qualitativo, non quantitativo). Passi che che la proposta è impopolare, anzi antipopolare e non piace neppure ai datori di lavoro. Passi pure che la proposta di Berlusconi è economicamente sbagliata, perché non aumenta la produttività italiana, ma semplicemente gonfia il Prodotto Interno Lordo di qualche frazione di punto percentuale in modo totalmente artificiale (cioè l'Italia non aumenterebbe la sua produttività media, semplicemente aumenterebbe il prodotto complessivo per una pura e semplice questione matematica).
Ma la cosa che proprio non riesco a capire è come è possibile che il Presidente del Consiglio di un paese che basa gran parte della propria economia sul turismo (molto turismo interno, tra l'altro) abbia anche solo il coraggio di proporre di non far fare i ponti ai lavoratori. Finisce che l'Italia guadagna lo 0,2% sul PIL e ne perde il 5% a causa dei mancati introiti dal turismo. Capirete che questa non è una contestazione ideologica, ma un semplice calcolo animato dal buon senso e niente altro. Potrebbe perfino farlo uno con la tessera di Forza Italia in tasca e un cervello in funzione (adoro gli ossimori).
Alla fine la soluzione è una sola: un ponte lo possiamo abolire, quello di Messina.
Giuro che smetto!
Dopo un weekend in cui mi sono disintossicato dalla dipendenza da aspirapolvere, ecco che capito su un'altra cosa che non avrei mai immaginato, nemmeno durante le più perverse sessioni di idiozia indotta.

Per tutti i residenti di villette a schiera con piccolo giardinetto sul retro, ecco qui l'inimitabile tagliaerbe a motore ecologico e silenzioso!
Presentata così sembra una buona idea. Forse lo è un po' meno per il porcellino d'India che c'è al suo interno. In effetti l'idea di utilizzare la ruota da criceti (qui non utilizzabili perché poco potenti) e trasformarla da semplice passatempo per animali in gabbia a strumento di lavoro è geniale. Malamente geniale, lo dico non da animalista (non lo sono affatto), ma da amico non invasato degli animali.
In sostanza le barre della ruota esternamente non sono altro che lame da falciatrice. Il porcellino d'India, correndo al suo interno, fa girare la ruota e la mette in movimento.
Il risultato è che il porcellino sgobba per noi, non inquina, non fa rumore (salvo qualche comprensibile slogan sindacale ogni tanto) e taglia l'erba. Il fatto che tutto ciò sia disuamano pare sia trascurabile. Non so se è meglio questo tagliaerbe o un lavoro in sala presse.
In ogni caso, è veramente un'invenzione da Flinstones. Quasi quasi brevetto l'idea di una giraffa che sputacchia da utilizzare come doccia, va a finire che diventa un prodotto di tendenza.
Ok, mi è preso il trip delle aspirapolveri
Sono sempre più convinto che una società in cui un individuo può pedere tempo a cercare su Internet notizie sulle aspirapolveri (o sugli aspirapolveri?) che galleggiano su un cuscino d'aria, senza subire un sano biasimo collettivo, meriterebbe quantomeno due o tre carestie/invasioni di locuste per rimetterla in riga.

In ogni caso, sono ufficialmente entrato nel tunnel delle aspirapolveri e vi annuncio ufficialmente che l'aspirapolvere volante non solo non è un'idea originale, ma esiste già dagli anni Cinquanta. In effetti è un prodotto che sa molto di Space Age. Quindi l'unica novità dell'aspirapolvere di cui parlo qui sotto è il suo essere automatico.
Tra l'altro, il look sferico dei vecchi modelli anni Cinquanta è assolutamente migliore di quel pastiche giallo-viola-argento riportato qui sotto.
Ovviamente entro breve riceverete una mia visita in cui cercherò di piazzarvi il "Folletto" Worwerk.
Mai più senza...
L'aspirapolvere automatico che vola a mezz'aria.

Già gli aspirapolvere automatici mi sembrano una cosa super-futuristica, mentre sono una cosa assolutamente banale dal punto di vista tecnologico (e giuro che appena ho due soldi ne compro uno: recupero la spesa facendo lavorare meno la signora delle pulizie) ma assolutamente provvidenziale, perché obbligano l'eventuale casalinga a fare qualcos'altro. Ma l'idea di un aspirapolvere automatico che vola su un cuscino d'aria e si fa da solo tutta la casa è strepitosa, roba da Star Trek o da Jetsons. Il bello è che combina tecnologie banali e in uso da anni, ma in modo geniale. Galleggia nel vuoto come un hovercraft, usa gli infrarossi per capire dove va e non sbattere troppo contro gli spigoli e aspira come tutti gli aspirapolveri di questa terra.
L'unico dubbio che mi attanaglia è capire come fa a sopravvivere dal punto di vista energetico. Per quanto ne so io l'hovercraft consuma tantissimo (in verità non ne so niente: immagino che consumi e do la cosa come scontata) e in generale non mi vedo questo aggeggio andare a batteria. E non me lo vedo nemmeno svolazzare per casa attaccato alla presa con un cavo lunghissimo.
Boh, aspettiamo che lo vendano e vediamo. In ogni caso se il progresso porterà all'eliminazione della figura della casalinga, sarò più che felice